|
Dall'alimentazione giusta all'attività fisica, agli stili di vita, scopri quali sono le strategie più efficaci per contrastare un livello eccessivo di grassi nel sangue. Il contenuto dell'articolo * Colesterolo, troppi italiani a rischio non sono controllati * Colesterolo buono e cattivo, ecco le differenze * Tutti gli esami per individuare il colesterolo * Quando ricorrere ai farmaci per combattere il colesterolo * Le regole per combattere a tavola il colesterolo * Consigli fitness per tenere giù il colesterolo * Un cane in casa fa bene anche al colesterolo
Colesterolo, troppi italiani a rischio non sono controllati Contro il colesterolo e le malattie cardiovascolari non bisogna abbassare la guardia. Sono 109.518 gli uomini e 132.968 le donne colpiti ogni anno da patologie del sistema circolatorio: 130 mila da infarto miocardio acuto, 250 quelli che ogni giorno vengono colpiti da ictus, il 20% dei quali non supera la fase acuta. Questi i numeri che fotografano la realtà della malattia cardiovascolare nel nostro Paese, causa di morte più frequente perfino dei tumori. Una realtà strettamente collegata al colesterolo “cattivo” (Ldl), fattore di rischio che spesso non viene trattato in modo adeguato, nonostante la presenza di linee guida (Ncep National cholesterol educational program) e la disponibilità di farmaci ipolipemizzanti efficaci e sicuri.
I fattori di rischio Ma quali sono i fattori che permettono di fare l’identikit di un paziente a rischio? Primo tra tutti il fumo, seguito da stress, ipertensione, diabete, dislipidemia, obesità addominale. E ancora, inattività fisica, scarsa assunzione di frutta e verdura e, in ultimo la non assunzione di alcool. Chi presenta tutti e nove i fattori di rischio, sostengono gli esperti, ha una probabilità di infarto di 330 volte superiore a quella dei pazienti che non ne presentano nessuno. Il problema è stato registrato dallo studio epidemiologico condotto sul colesterolo e sullo stato delle cure anticolesterolo in Italia. "L’indagine, effettuata presso 277 centri specialistici, ha permesso di raccogliere i dati di oltre 15 mila pazienti", spiega Claudio Rapezzi dell’Istituto di cardiologia del policlinico Sant’Orsola Malpighi di Bologna. "E dall’analisi dei dati raccolti sui soli pazienti riguardanti i centri di cardiologia, si ricava che nel 74% dei casi riguardanti persone dislipimediche, la malattia non viene curata in modo corretto; percentuale che aumenta (79%) nei pazienti ad alto rischio. Buono e cattivo, ecco le differenze Dagli ultimi controlli di routine, è saltato fuori un valore del colesterolo un po’ sopra dei livelli di guardia (200 mg per decilitro di sangue). Non è il caso di drammatizzare, ma di sicuro bisogna correre ai ripari. Perché il colesterolo è un potente fattore di rischio di malattie cardiovascolari. Da dove cominciare? Imparando anzitutto a conoscere il nostro “avversario”. Alla formazione del colesterolo contribuiscono, oltre ai fattori genetici (riconosciuti ormai come determinanti nell’insorgenza del problema), tre elementi importanti: un’assunzione eccessiva di grassi animali, scarsa attività fisica e disfunzioni epatiche. Se il valore del colesterolo è troppo alto presto si potranno manifestare problemi al cuore e arteriosclerosi. Se poi al colesterolo alto si associano altri fattori pericolosi per l’apparato cardiovascolare (pressione elevata, obesità, diabete, fumo), i danni rischiano di essere persino più gravi. Un esempio? Chi soffre di ipercolesterolemia, ha la pressione alta e fuma 5 sigarette al giorno, corre un pericolo 10 volte più elevato di avere un infarto o un ictus rispetto a chi sta bene. E a questo punto non rimane altro che pianificare un piano di attacco che preveda un regime alimentare ad hoc, l’introduzione di attività fisica nella propria routine settimanale e, nei casi più gravi, una terapia a base di farmaci specifici.
Tutti gli esami per individuarlo Nel leggere le analisi del sangue troverete riportati tre valori: quello del colesterolo totale, quello dell’Ldl e quello dell’Hdl. Il principale responsabile della placca aterosclerotica è il colesterolo Ldl (per questo viene detto “cattivo”): si forma all’interno delle arterie, che man mano iniziano a restringersi proprio a causa dei “grumi” di colesterolo (le placche aterosclerotiche). Conseguenza: diminuisce la quantità di sangue che scorre nella arterie. Il colesterolo Hdl viene invece smaltito senza problemi dall’organismo e per questo è definito comunemente “buono”. Una volta scoperti i valori fuori norma, dovrete sottoporvi a controlli ulteriori che prevedono: - misurazione della pressione arteriosa. I valori non devono superare gli 80 mm di mercurio per la minima, e i 130 per la massima; - controllo del peso. Sono consentiti 1-2 kg in eccesso. Ma se il sovrappeso è di 5 kg o più, il rischio per la salute comincia a essere concreto; - controllo della glicemia. Se supera i 126/mg è un segnale di diabete; - controllo dei trigliceridi, cioè dei grassi che vengono introdotti nell’organismo con gli alimenti. Se sono superiori ai 200 mg/dl, indicano uno squilibrio nella dieta.
Quando ricorrere ai farmaci Se il colesterolo è molto elevato, per riportarlo nella norma bisognerà fare ricorso a una terapia famacologica. I farmaci anticolesterolo per eccellenza sono le statine . Queste provocano un rapido abbassamento del colesterolo Ldl e un aumento dell’Hdl. In genere la prescrizione-tipo prevede una pastiglia (o mezza, a seconda dei casi) una volta al giorno. La dose viene modificata in base ai risultati della analisi di controllo da fare ogni sei mesi, ma anche se il colesterolo si abbassa, non significa che potete abbandonare la terapia, perché questa vi protegge nel tempo dal rischio di una malattia cardiovascolare. Le statine sono sempre innocue? Non proprio. A parte alcuni casi di intolleranza, esistono altri problemi individuati di recente in occasione dell’ultimo congresso nazionale di andrologia. Secondo gli esperti riuniti, “chi prende le statine per abbassare il colesterolo rischia l’impotenza. Il 50% dei pazienti che arriva nei nostri studi a causa di problemi di impotenza, di perdita di libido e di disfunzione erettile, dichiara di assumere farmaci a base di statine per abbassare il livello del colesterolo e per patologie vascolari. Una volta sospesi i medicinali in questione i pazienti non hanno più problemi alla sfera sessuale”.
Le regole a tavola Nei Paesi più sviluppati l’eccesso di colesterolo è il maggiore responsabile di malattie cardiovascolari, anche nelle nuove generazioni. Un fenomeno dilagante dovuto a messaggi pubblicitari errati e, in generale, a una cattiva educazione alimentare che privilegia grassi e proteine, a dispetto di un’alimentazione ricca di cereali, frutta e verdura. Nel caso diipercolesterolemia, cioè quando il colesterolo è molto elevato, magari per motivi di origine genetica, non basterà modificare i comportamenti quotidiani per riportarlo nella norma. In tutti gli altri casi, seguendo un’alimentazione sana di tipo mediterraneo, il colesterolo può calare anche del 15%. Già, ma quali alimenti prediligere? Al primo posto c’è senza dubbio il pesce azzurro, ricco di Omega 3; quindi le carni bianche (per esempio, di tacchino o pollo). Tra i condimenti è bene privilegiare l’olio d’oliva, al posto di burro o altri grassi di origine animale. Via libera inoltre a grandi quantità di frutta e verdura, tenendo conto della regola del “five a day”, cioè cinque porzioni complessivamente nel corso della giornata. Infine, per controllare il colesterolo prediligete formaggi magri, latte e yogurt preferibilmente scremati, al posto di formaggi grassi, salse e dolci.
Consigli fitness per tenerlo giù Per abbassare i valori del colesterolo “cattivo” e mantenerli nel tempo non si può fare a meno di muoversi. Una ricerca del “Cooper Institute of Aerobics” di Dallas (Usa) ha dimostrato che il colesterolo può diminuire anche attraverso un’attività fisica leggera. Non è necessario diventare fitness-dipendenti, ma basterà includere un po’ di moto tutti i giorni per ottenere ottimi risultati. Annotate questa lista di consigli, vi aiuterà a non abbandonare i buoni propositi troppo in fretta. 1) Fissa risultati raggiungibiliPer abbassare il colesterolo, non c’è bisogno di trasformarsi in un superatleta e decidere di andare in palestrasette giorni su sette. È più realistico che riusciate a pianificare una passeggiata a passo sostenuto, per esempio, per quattro sere a settimana. 2) Scegli l’attività che più ti piace Se il vostro amico ha perso peso facendo jogging, non è detto che dobbiate diventare un maratoneta anche voi, specie se correre proprio non vi piace. Meglio orientarsi su un’attività che risponde meglio alla vostra personalità. 4) Fissa un obiettivo Annotate sul diario quali obiettivi volete raggiungere: correre per un più di un chilometro senza fermarvi, oppure fare dieci vasche in piscina. Se avrete mantenuto l’impegno con voi stessi, gratificatevi con regalo che volevate farvi da tanto tempo, un massaggio nel centro benessere all’ultima moda, una serata elegante… 5) Compra un contapassi Controllate con questo piccolo apparecchio quanti passi fate ogni giorno e poi provate ad aggiungerne altri 2mila al vostro regime abituale. Vi sembrano troppi? Non lo sono: corrispondono a circa mezz’ora di passeggiata. 6) Allenati con i pesi I muscoli bruciano più calorie del grasso: quindi, più potenzierete i vostri muscoli, più perderete peso. 7) Consulta il tuo medicoSe conducete una vita sedentaria o avete problemi cardiaci, non affidatevi al caso nello scegliere l’attività da praticare. Meglio farvi consigliare dal vostro medico di fiducia.
Fonte Starbene
|